Durante l’ora di musica, i bambini si divertono ad imparare canzoncine e filastrocche, ma la musica non è solo questo. Imparare a cantare una canzone o a suonare uno strumento influenza in maniera significativa lo sviluppo sensitivo e cognitivo dei bambini e dei ragazzi. Eppure in Italia abbiamo un’offerta formativa limitata e spesso le lezioni non hanno una programmazione accurata che tenga conto dell’importanza della pratica della musica, ormai confermata da tutti gli studi dell’età evolutiva.

La programmazione fa la differenza

La predisposizione di un programma di musica in grado di dividere il percorso in obiettivi precisi è un punto di primaria importanza per svolgere la propria attività con successo. Per rendere le lezioni di musica più complete e coinvolgenti è bene tenere conto del fatto che il linguaggio musicale è composto da tre elementi fondamentali: voce, corpo e strumento.

In pratica, le lezioni dovrebbero essere strutturate in modo tale da sviluppare le capacità nell’utilizzo degli strumenti musicali, del corpo come possibilità di espressione musicale e della voce come mezzo di comunicazione melodica.

Un esempio di metodologia che lavora su tutti e tre questi aspetti è il metodo Suoni e Silenzi, un codice di solfeggio a misura di bambino che permette di imparare a fare musica da zero in modo facile e divertente.

Inoltre, nell’insegnamento della musica a scuola non si deve trascurare l’importanza della pratica, non solo per i più piccoli, che apprendono più facilmente se possono mettere a confronto le nozioni con esperienze reali, ma anche per i più grandicelli, che potranno così affrontare con maggiore sicurezza le tematiche più teoriche.

Scandire il calendario a suon di musica

Il calendario, con le sue festività, stagioni ed eventi, può rappresentare una fonte inesauribile di ispirazione per fare musica. Tra gli appuntamenti a cui i bambini si preparano con gioia ed entusiasmo c’è ad esempio il saggio di Natale, un’occasione per portare in scena un vero e proprio concerto con canzoni di Natale per bambini e mettere in pratica quanto appreso durante le ore di lezione.

I materiali didattici

Il consiglio, quando si parla di scegliere il materiale didattico, è quello di valutare attentamente alcuni aspetti quali la progressività, i tempi e le criticità di ciascuno scolaro. L’esperienza di insegnamento può essere arricchita attraverso strumenti operativi reperibili sul web e nelle librerie che possono aiutare a costruire percorsi formativi da sperimentare in classe.

Naturalmente è bene scegliere testi e materiali che presentino un iter didattico collaudato, ma anche che siano vicini alle proprie attitudini, così da riuscire a trasferire con passione tutta la bellezza e l’importanza di esprimere la propria interiorità e le proprie attitudini attraverso la musica.

Consigli per fare bene musica a scuola

La musica può essere uno strumento per apprendere più rapidamente oltre che oggetto di studio. Al di là della preparazione tecnica, è la pratica a svolgere un ruolo cruciale sullo sviluppo delle doti musicali dell’alunno. In altre parole, l’ora di musica non deve essere una tortura, ma un gioco che diverte e allo stesso tempo porta dei risultati. A tal proposito, ci preme ricordare che esistono diversi trucchetti per rendere l’apprendimento della musica più piacevole. Uno di questi consiste nel fare in musica materie come la ginnastica, la matematica e l’educazione civica, solo per citarne alcune.

Infine, per ottenere un coinvolgimento immediato dei bambini è importante saper trasmettere loro il proprio entusiasmo e basare le lezioni non solo sulle nozioni ma anche sull’ascolto, sul gioco e sulla condivisione.

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