Angela Margherita Leotta e i dipinti “neo figurativi” che mescolano espressionismo e visioni suggestive
Ogni epoca ha i suoi sguardi, i suoi artisti e la sua urgenza di raccontare l’animo umano. Ma ci sono voci che attraversano il tempo con una potenza diversa: voci che non si limitano a osservare il mondo, ma che lo trasfigurano, lo interrogano, lo amano. È quello che accade davanti alle opere di Angela Margherita Leotta, artista siciliana classe 1974, che con i suoi dipinti “neo figurativi” ci invita a riscoprire una bellezza più complessa, certamente più inquieta, ma soprattutto più vera.
Al centro della sua ricerca c’è l’essere umano, con tutte le sue contraddizioni, e attorno a lui una danza di colori intensi, forme vibranti e dettagli rivelatori. Ma la chiave del suo lavoro sta in quell’oltre che ogni quadro suggerisce, in quel linguaggio emotivo che ci parla senza bisogno di parole. È questo che rende inconfondibili i dipinti d’autore Leotta, sospesi tra espressionismo e visione, realtà e sogno.
Un’arte che scompone e ricompone l’animo umano
Lo sguardo di Angela Margherita Leotta non si accontenta della superficie: penetra nelle pieghe della psiche, si fa carico delle sue fratture, ma anche dei suoi desideri e delle sue possibilità. L’artista utilizza acrilico, olio e talvolta collage come strumenti per costruire veri e propri “racconti visivi”, che si muovono tra figurazione e trasfigurazione. In ogni tela c’è un mondo che si apre, un invito a immergersi nella vita così com’è: imperfetta, dolente, imprevedibile, ma anche colma di senso.
Nei suoi lavori si percepisce chiaramente il tempo presente, con tutte le sue pressioni, il suo caos, la sua fame di autenticità. Ma c’è sempre una spinta verso un altrove, una dimensione più alta che non nega il reale ma lo riscatta, lo trasfigura e lo abbraccia. È qui che l’arte della Leotta si fa esperienza profonda: ci accompagna in una ricerca interiore che ha il sapore della meraviglia, della sorpresa, di quella bellezza mai banale che ci aiuta a dare significato alla vita.
Il colore come materia viva dell’anima
Nei quadri della Leotta, il colore è materia viva, pensiero pittorico, emozione pura. Ed è proprio attraverso il colore che l’artista ci conduce nel cuore del suo “realismo immaginifico”, un’espressione che ben definisce il suo stile, capace di mescolare elementi concreti con atmosfere sospese, quasi oniriche, dove tutto è fluido e in metamorfosi continua.
L’arte di Leotta si oppone ai cliché, alle semplificazioni visive, agli stereotipi rassicuranti. I suoi dipinti ci ricordano che l’arte, se è vera, non serve a confortare, ma a risvegliare. E in questo risveglio emotivo, in questo incontro con la nostra parte più fragile ma anche più viva, sta tutta la forza della sua pittura. Un’arte che non vuole spiegare, ma far sentire. Che non semplifica, ma amplifica. Che ci incoraggia, come lei stessa dice, a “immergerci in storie infinite”.
L’essere umano al centro: tra dramma, luce e rinascita
Angela Margherita Leotta non cerca soggetti esotici né fughe dalla realtà. Al centro della sua opera c’è l’uomo. L’uomo contemporaneo, spesso disorientato, in cerca di senso, ma ancora capace di bellezza, di amore, di riscatto. C’è sempre un’umanità presente, concreta, che si racconta attraverso gesti minimi o composizioni potenti. Un tipo di arte che ci invita a riconoscerci, ma anche che ci ricorda che la bellezza è la verità. E, si, sa, può essere scomoda, ma è sempre necessaria. La Leotta crede – e ci invita a credere con lei – che l’arte sia un diritto umano, una forma di catarsi, di sorpresa, di gioia. Non un lusso per pochi, ma una necessità per tutti.
Invitiamo tutti a scoprire le sue opere, il suo lavoro: visioni interiori, mappe dell’animo umano, soglie da attraversare. Un modo per capire che l’arte è esperienza viva, autentica, trasformativa, anche in un tempo così affollato come oggi, e mai così tristemente vuoto al contempo. Perché ci ricorda ciò che rischiamo di dimenticare: che la bellezza esiste. Ed è fatta anche di imperfezione, di dolore, di lotta. Ma soprattutto di verità e amore. Perché in fondo, come ci insegna l’artista, ogni vita è una storia infinita che merita di essere guardata con stupore.
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