Il Surrealismo è stato fondato nel 1924 a Parigi da un poeta, André Breton. Si tratta di un movimento, artistico e letterario, che ha come obiettivo principale quello di dare ampia libertà al pensiero degli artisti, insieme ad una libertà del linguaggio, che era stato oppresso dal razionalismo, così come l’esperienza umana. André Breton aveva studiato psichiatria e medicina e conosceva perfettamente gli scritti di Sigmund Freud.

Il poeta aveva un interesse particolare per l’idea della “mente inconscia” che, producendo sogni, era la vera fonte della creatività degli artisti. André Breton quindi sosteneva che il movimento del Surrealismo fosse “rivoluzionario” ed avesse la possibilità di dare alla mente la liberazione da quella che era la razionalità che caratterizzava la società dell’epoca.

L’importanza del Surrealismo

Il Surrealismo è la rappresentazione di un insieme formato da tecniche d’avanguardia e idee che vengono utilizzati ancora oggi dagli artisti contemporanei che interpretano questo stile. Una delle caratteristiche principali del Surrealismo è l’introduzione, nelle opere d’arte, di elementi casuali. Un metodo che ha aperto una serie di strade diverse nelle modalità della pittura e in questi ultimi anni è stato esaltato anche dalla computer art e dalla performance art. Gli artisti del Surrealismo hanno il desiderio di liberarsi della “ragione” e questo li ha portati a rivedere quello che per molti era il fondamento della produzione artistica, cioè che l’arte sia la rappresentazione della creatività dei singoli. Tra gli artisti surrealisti cerchiamo di conoscerne meglio tre tra i più famosi.

Salvador Dalì

Lo spagnolo Salvador Dalì è stato senza dubbio una delle più importanti figure del Surrealismo. Artista, autore e provocatore, Dalí aveva studiato arte sia a Barcellona che a Madrid e ha espresso in entrambe le sue magistrali abilità nella pittura, sperimentando nel corso degli anni vari stili artistici. Molte delle sue opere sono caratterizzate da una ispirazione al periodo del Rinascimento, alla storia, alla scienza ed alla religione. Nelle sue creazioni artistiche si trovano delle immagini plasmate con veemenza sognante, mentre si trovava sotto una forte influenza mentale. Molte delle sue opere trovano spunti correlati a Sigmund Freud e ai sui principi della psicoanalisi. L grande intensità delle opere di Salvador Dalì non consente di inquadrare la sua produzione in un’opera sola, ma tra le sue più famose si segnala “La persistenza della memoria“, un dipinto che l’artista ha realizzato usando dei colori ad olio e caratterizzato da linee pure, colori molto vivaci e pennellate che denotano un insieme di forza e di contrasto, con un’atmosfera “onirica” che viene creata dalle sfumature di ombre. In questa opera un ruolo potente viene giocato dalla luce che riesce anche a creare un’atmosfera magica, delirante e sognante allo stesso tempo.

Frida Kahlo

Frida Kahlo è una artista messicana molto nota specialmente per gli autoritratti, oltre che per i colori audaci e vibranti e per la passione e il dolore che caratterizzano le sue opere. Frida Kahlo è molto celebrata nel suo Paese natale proprio per la sua grande attenzione alla cultura indigena messicana, mentre per le femministe rappresenta un vero e proprio simbolo dell’esperienza delle donne e della loro forma. Da bambina Frida Kahlo soffriva di poliomielite ed è rimasta anche coinvolta in un grave incidente con un autobus nel quale riportò una serie di fratture tra le quali quelle alla colonna vertebrale, alle costole e a una clavicola, oltre ad un piede rotto ed al bacino frantumato. Mentre stava guarendo dai postumi dell’incidente ha iniziato a concentrarsi sulla pittura, raffigurando sulle tele il dolore fisico ed emotivo che le hanno causato le 30 operazioni subite. Sempre sulle tele è evidenziata la turbolenza che ha caratterizzato la relazione con il marito, Diego Rivera, anche lui artista, che ha sposato per ben 2 volte. Una delle sue opere più famose, 145 in tutto, 55 delle quali autoritratti, è il quadro intitolato “Le due Frida” nel quale sono mostrate le sue 2 personalità.

René Magritte

Con i suoi dipinti arguti e stimolanti, questo grande artista surrealista belga, induceva gli spettatori a “mettere in discussione” le loro percezioni relative al mondo che li circonda e diventare in questo modo ipersensibili. Magritte considerava più importante quello che è nascosto rispetto a quello che è visibile e per questo non si è mai allontanato dallo stile surrealista. Il suo lavoro raffigura in moltissime occasioni dei temi ricorrenti e scene simili. Magritte amava raffigurare rocce galleggianti e creare dei dipinti all’interno dei quadri, grazie all’uso di oggetti inanimati. Tra le opera realizzate da Magritte una molto suggestiva è quella intitolata “Il castello dei Pirenei” nella quale è incarnata la “giustapposizione inquietante” tipica dell’artista belga per gli oggetti familiari, combinati insieme con mistero ed accattivante poesia.

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